Foodmining: Big Data al servizio dell’industria alimentare

L’estrazione di informazione non immediatamente accessibile da grandi quantità di dati è un’importante risorsa per qualsiasi azienda, soprattutto per conoscere più a fondo i propri clienti e carpirne abitudini, gusti e preferenze.

Per esempio analizzando con cura i dati ricavabili da un semplice sito di ricette di cucina, si possono ricavare informazioni su cosa e come mangiano i suoi utenti, chi è che in famiglia sta più spesso ai fornelli, quali sono le preparazioni più popolari, per esempio a seconda delle stagioni, e molto altro ancora.

Si tratta di alcune delle informazioni estrapolate con Foodmining, un progetto innovativo che applica tecniche di DataMining e Machine Learning a ricettari online e social network per fornire supporto strategico all’industria alimentare.

Per il mercato americano abbiamo raccolto e analizzato circa 62.000 ricette, 3.942 ingredienti e 5 milioni di commenti. Inoltre abbiamo raccolto i dati relativi a diversi “contatori” delle pietanze: numero di realizzazioni, numero di ingredienti per ricetta e tempi di preparazioni, ratings.

Siamo andati a guardare le ricette e le categorie di cibi con più realizzazioni, gli ingredienti più diffusi, i tempi di preparazione rispetto al gradimento. Evidentemente l’ingrediente più usato è il sale, presente in quasi tutti i tipi di preparazioni, spesso anche nei dolci, seguito da zucchero e burro. Ma se si si va a guardare quanto sono caratterizzanti questi ingredienti, ordinandoli per tf-idf, la situazione cambia radicalmente e sale, zucchero e burro finiscono in fondo alla classifica.  

Abbiamo inoltre messo a punto un indice di laboriosità, attraverso il quale abbiamo constatato che è la facilità il criterio che più spesso guida gli utenti nella scelta di una preparazione. Questo è confermato anche dalla predominanza dell’aggettivo ‘easy’ nei titoli.

Ma quand’è che si cucina di più? Analizzando le date in cui le ricette sono state commentate, sono i fine settimana d’inverno i momenti privilegiati per stare ai fornelli, quando si preparano principalmente zuppe e stufati.

A passare più tempo tra stoviglie e pietanze sono ancora le donne, come mostra il risultato di Word2Vec applicato ai commenti, dove compaiono insieme termini quali “mariti”, “maritini” e “fidanzati”.

Di certo c’è che il clima che si respira in cucina è di gratitudine, entusiasmo e soddisfazione, come evidenzia la presenza massiccia di aggettivi quali “fantastico”, “delizioso” e “favoloso” e uno score in media molto alto di Sentiment Analysis.

Se vuoi approfondire il progetto FoodMining, Presago mette a disposizione gratuitamente alcuni dei risultati ottenuti dall’analisi del mercato americano sul sito dedicato: foodmining.it.

Se hai un’azienda del settore alimentare e vuoi acquisire un vantaggio strategico tramite l’analisi dei Big Data, contattaci per prenotare una consulenza gratuita.