I chatbot per il recruiting

L’intelligenza artificiale è destinata a farsi sempre più spazio nel mondo del business. Oggi i chatbot sono in grado di gestire le procedure di acquisti online, le prenotazioni o semplicemente di fornire ai clienti le informazioni che cercano. Ma le direzioni di sviluppo possibili sono molteplici. Uno degli ambiti più promettenti è quello delle Human Resources. Compiti di natura amministrativa che generalmente gravano sulle spalle degli addetti alle risorse umane e che possono essere automatizzati, con conseguente riduzione dei costi e miglioramento nella gestione del tempo.

Tra questi ne annoveriamo alcuni:

  • Fissare e gestire appuntamenti per i colloqui
  • Inviare reminder ai candidati a una posizione
  • Raccogliere informazioni sui candidati da inviare direttamente ai sistemi di tracciamento (ATS)
  • Rispondere alle FAQ relative a posizioni aperte o al processo di selezione 
  • Richiedere informazioni di screening riguardanti esperienza, conoscenze e competenze dei candidati 
  • Classificare i candidati sulla base delle loro qualifiche o sul grado di interesse

Naturalmente i chatbot per il recruitment non mirano a sostituirsi all’uomo, ma piuttosto a occuparsi di quelle mansioni che spesso passano in secondo piano.

È stato stimato che la maggior parte dei curricula viene ignorato per mancanza di tempo o di risorse per selezionarli man mano che arrivano. I chatbot possono far fronte proprio a questo problema filtrando i CV non sufficientemente qualificati e gestendo la comunicazione con i candidati, lasciando dunque più tempo ai recruiter per dedicarsi a un secondo livello di selezione, o comunque a compiti che solo un umano è in grado di svolgere.

Per farsi un’idea delle proporzioni del vantaggio raggiungibile con questi tipi di tecnologia basta pensare che Esselunga, famosa azienda della grande distribuzione italiana, ha stimato di dover svolgere nei prossimi mesi circa 28.000 colloqui in meno grazie all’uso di alcuni sistemi di intelligenza artificiale e chatbot per la selezione del personale. E non a caso il progetto è stato premiato dall’osservatorio HR innovation practice della School of management del Politecnico di Milano.

In sostanza il primo screening dei candidati avverrà tramite interazioni via sms e email, a cui seguirà una video-intervista di una decina di minuti. I risultati di queste interazioni saranno vagliati tramite sistemi di machine learning, e solo in un secondo momento si passerà alle forme più classiche di colloquio conoscitivo. 

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